Centro Storico

Il paese di Calvi dell’Umbria, secondo la tradizione, è sorto dopo la distruzione dell’antica città romana di Ocria e la fuga e il successivo rifugiarsi sulle alture circostanti di queste popolazioni. Il suo nome Carbium deriverebbe dalla caratteristica di questo luogo che si presentava roccioso e senza vegetazione, quindi calvo. In epoca romana non esisteva come paese, ma sicuramente sulle sue colline ricche di olivi era diffusa la presenza di ville rustiche, come testimoniato da ritrovamenti avvenuti in passato nelle campagne, ora dispersi e secondo un modello di occupazione territoriale verificato nel circostante territorio della Sabina. Sulla cima del Monte S. Pancrazio invece sono visibili accanto alla Chiesa i resti di un tempio probabilmente dedicato a Marte Guerriero.

A partire dall’VIII secolo il territorio di Calvi era situato nella Sabina Longobarda soggetta ai duchi di Spoleto. Ancora nei secoli X - XI divenuto ormai castello, è assoggettato all’abbazia imperiale di Farfa. Nei secoli XII – XIII è territorio soggetto alla Chiesa, e, nonostante cominci la sua vita “comunale”, è sottomesso al controllo della vicina città di Narni. Dalla fine del XVI secolo, per la sua posizione di confine tra Umbria e Sabina, subisce varie vicissitudini e fa parte alternamente dell’Umbria e della Sabina fino al 1827, quando è definitivamente accorpata all’Umbria. Il paese viene saccheggiato nel 1798 perché teatro dello scontro tra francesi e napoletani.

 

Nel suo centro storico Calvi ancora oggi conserva tutte le caratteristiche di un insediamento medievale, con stretti vicoli a sviluppo concentrico e piccole piazze in corrispondenza degli edifici più importanti.

L’ingresso del paese era Porta Ternana, anche detta Porta da capo, ristrutturata negli anni novanta del Cinquecento ed oggi caratterizzata da un portale in bugne di travertino. Da qui scendendo lungo la via Sabina ci troviamo subito davanti alla chiesa di S. Maria Assunta, il cui impianto originario risale alla metà del XIII secolo, poi ampliata nella prima metà del XVII secolo.

 

 

Attaccato ad essa c’è Palazzo Nicolini, fatto costruire nella seconda metà del XVI secolo da Giovanni Felice Salvatorio, amministratore del potente Cardinale Marco Sittico Altemps, il cui stemma troviamo affrescato al centro della decorazione del salone principale. Proseguendo su questa via prima di arrivare nella parte inferiore del paese , a metà della cinta muraria si apre Porta di Mezzo, chiamata anche porta Bartolomea, che in origine era di dimensioni molto ridotte e fu ingrandita nel 1686. Nella parte più bassa del centro storico, frutto dell’espansione verso valle dell’abitato di Calvi avvenuta a partire dal XIII secolo, troviamo la Piazzetta di Sora Medea, da cui è possibile ammirare uno splendido panorama sulla valle del Tevere, e l’imponente Palazzo Rosati, che presenta in facciata un bel portale in laterizio e resti di una decorazione ad intonaco caratterizzata dall’alternanza di triangoli più scuri e più chiari, che ritroviamo anche in altri edifici di Calvi. Questa zona del paese è particolarmente ricca di scorci suggestivi come lo splendido Vicolo degli Orti.

 

 

Risalendo verso la parte alta del paese troviamo la chiesa della Trinità, originariamente intitolata a S. Maria delle Grazie e costruita a partire dal 1523 sull’originario tracciato delle mura castellane in località lo Sportello, ovvero un’antica porta del paese, dove un’immagine della Madonna aveva lacrimato. Continuando questa passeggiata, rapiti di nuovo dai vicoli medievali, arriviamo alla casa natale di S. Berardo da Calvi, protomartire francescano morto in Marocco nel 1220, appartenente alla ricca famiglia dei Leopardi, il quale abbandona tutti i suoi beni per seguire S. Francesco. Siamo proprio nel cuore medievale di Calvi, nel primo nucleo dell’incastellamento costituito dalla Piazzetta di S. Andrea e dal Palazzo Comunale, sede della vita civile di questa comunità per molti secoli, edificato presumibilmente nel XIII secolo, all'apice dello sviluppo della vita comunale del paese. Arriviamo poi nella grande piazza Mazzini, dominata dalla maestosa facciata delle chiese di S: Antonio e di S. Brigida, realizzata su progetto di Ferdinando Fuga alla metà del VIII secolo. Qui troviamo la Torretta dell’Orologio con la Cappella di S. Sebastiano, oggi dedicata a S. Pancrazio, risalente al XII secolo, davanti alla quale venivano pronunciati i giuramenti dei Priori della Comunità e dalla cui loggia parlava il podestà alla popolazione.

Alle spalle della piazza, nel punto più alto del paese si ergono Palazzo Ferrini ed il Monastero delle Orsoline con il grande giardino con più di un ettaro di superficie tutto recintato con alte mura che si sviluppa verso monte.

In prossimità della grande porta di accesso al giardino, lungo le vecchie mura castellane, troviamo una lapide posata in memoria dell’eccidio di 16 innocenti avvenuto qui il 13Aprile del 1944 per mano delle SS Tedesche.

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