Le Chiese di Calvi dell'Umbria

Il centro storico di Calvi dell’Umbria oggi è ricco di chiese, ma originariamente erano addirittura di più e c’erano anche molte cappelle, a testimonianza della numerosa popolazione e del passato florido di questo paese.

Esso diviso in quattro parrocchie, S. Maria Assunta, S. Andrea, S. Paolo e S. Valentino, poi riunite in una sola Parrocchia, dedicata a S. Maria Assunta e S. Valentino. Sono andate distrutte le Chiesa di S. Andrea, nell’omonima piazzetta, e quella di S. Valentino, mentre quella di S. Salvatore è stata trasformata in fienile. Rimangono la chiesa di S. Maria Assunta, quella della SS.ma Trinità, quella di S. Brigida, ex S. Paolo, e l’Oratorio di S. Antonio.

Chiesa della Trinità

 

La costruzione della chiesa, intitolata inizialmente alla Madonna delle Grazie, venne affidata dalla comunità di Calvi nel 1523 al maestro Rinaldo Iacovetti da Calvi, nel luogo in cui un’immagine della Madonna che era raffigurata sulla parete di un'abitazione aveva miracolosamente lacrimato. Veniva chiamata anche Madonna dello Sportello perché si trovava presso un'antica porta del paese detta lo Sportello posta nell’antica cerchia muraria precedente l’espansione verso valle del centro abitato. L’edificio si sviluppa su più livelli, “arrampicandosi” sul costone roccioso del paese e in pianta è composto da un ottagono nella zona presbiteriale e da un rettangolo in quella riservata ai fedeli: queste due parti, la prima coperta da una cupola la seconda da una volta a crociera, sono collegate da un grande arco trionfale che conferisce unitarietà all’ambiente.

All’interno è presente un affresco raffigurante una Madonna con Bambino databile alla metà del XV secolo.

All’esterno sono da notare il portale in pietra calcarea scolpita con l’architrave recante la scritta AVE REGINA CELORUM, le pianelle decorate dello sporto di gronda e la lanterna ottagonale caratterizzata da paraste con cornici e capitelli in cotto e coperta con scandole di laterizio, giustapposte le une alle altre.

La Chiesa di S. Maria Assunta

 

La chiesa di S. Maria Assunta era la chiesa matrice, la più importante del paese. E’ situata nei pressi della Porta Ternana lungo la via Sabina, oggi via Roma, un tempo la principale via di comunicazione che attraversava il centro abitato di Calvi.

La sua costruzione risale alla seconda metà del XIII secolo e l’impianto originario era costituito da un edificio di dimensioni ridotte rispetto all’attuale con la facciata rivolta verso la porta d’ingresso del paese. A questa prima fase appartengono il prospetto lungo via Roma con tre monofore ad arco a tutto sesto e con l’originaria porta di accesso laterale, oggi tamponata, ed il portale a tre rincassi con decorazioni a foglie d’acanto nell’archivolto sorretto da colonnine, collocato su questo lato della chiesa nella prima metà del XVII secolo, ma originariamente posto sulla facciata. Negli anni 80 del XVI secolo venne costruita la torre campanaria, originariamente isolata e poi inglobata nell’attuale edificio.

La chiesa nel suo aspetto attuale è il risultato di un ampliamento avvenuto tra il 1620 ed il 1650 e rappresenta uno dei numerosi esempi di provincia dell’architettura della Controriforma e del Tardo Manierismo. Essa ha un impianto longitudinale a navata unica coperta con una volta a botte con costolonature ed ha pianta rettangolare con cinque cappelle lungo entrambi i lati lunghi; in fondo alla chiesa, al di sotto della cantoria in legno e dell’Organo del XVIII secolo, sono presenti due vani posti all’interno della struttura del campanile, di cui uno oggi tamponato. E’ priva di transetto ed ha terminazione rettilinea, senza abside: al centro c’è la cappella presbiteriale con l’altare maggiore e la tela raffigurante la “Madonna Assunta e S. Pancrazio” di Salvatore Pierella, datata 1737; ai lati ci sono due cappelle gentilizie, più grandi rispetto alle altre: quella sulla sinistra è la Cappella Sernicoli, la più ricca nella decorazione di tutta la chiesa, sul suo altare troviamo la “Madonna in trono con il Bambino tra i SS. Biagio e Berardo” di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, dipinta intorno agli anni Trenta del Seicento; la cappella sulla destra, invece apparteneva alla famiglia Fioretti ed ospita la tela della “Circonsione di Gesù” opera di Calisto Calisti di Bagnaia, firmata e datata 1640. Le cappelle laterali erano patronato di famiglie private o delle confraternite che risiedevano in questa chiesa. Quelle che contengono le opere d’arte più significative sono la Cappella della Società del SS.mo Rosario contentente la grande tela con la “Madonna del Rosario”, opera di un pittore fiammingo e realizzata alla fine degli anni 60 del Cinquecento; la cappella di s. giuseppe con la tela dello Sposalizio della Vergine di Vincenzo Manenti e la Cappella oggi chiamata del Battesimo con il Fonte Battesimale in marmo finemente intagliato, recante lo stemma della comunità di Calvi e quello della famiglia Ceri - Anguillara e riportante la data 1559.

Chiesa di S. Brigida

 

La chiesa di S. Brigida venne realizzata tra il 1739 ed il 1743 su progetto dell’architetto papale Ferdinando Fuga come chiesa monastica nell’ambito dell’ambizioso progetto di ampliamento del Monastero delle Orsoline. L’intervento consistette nel riassetto della più antica chiesa di S. Paolo, adiacente all’Oratorio di S. Antonio, della quale furono mantenute le preesistenti mura perimetrali: di entrambi gli edifici sono ancora visibili i rosoni tamponati in facciata. Per nascondere la differenza di altezza delle due chiese creatasi con la ricostruzione di S. Brigida, l'architetto realizzò un unico grande prospetto su Piazza Mazzini, comune ad entrambe, articolato con paraste di ordine gigante e coronato da un fastigio con timpano curvilineo spezzato dalla forma elegante e dinamica visibile anche da lontano.

Al suo interno la chiesa ha tre altari ed è direttamente collegata al grande coro con stalli lignei del monastero attraverso la grata posta sul lato sinistro dell’altare maggiore. Quella sul lato destro ed i coretti del primo piano erano destinati anch’essi alla clausura.

La chiesa è a navata unica coperta con volta lunettata e lo spazio è scandito da un’articolazione a paraste sovrastate da capitelli di ordine composito che sorreggono una trabeazione spezzata, articolata in relazione ai piedritti, tipica del linguaggio architettonico del barocco romano.

In questa piccola chiesa di un centro di provincia il talento di un grande architetto come Ferdinando Fuga si riconosce subito dalla raffinatezza e dalla proporzione delle sagome architettoniche, dalla varietà plastica dei capitelli di ordine composito e soprattutto dal loro geniale raggruppamento, e persino dal gustoso intaglio delle scorniciature lignee delle tribune e dei coretti.

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